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Tiroide: quali sono le malattie più frequenti e quanto sono importanti diagnosi e trattamento precoci

L'endocrinologia è la branca della medicina interna che studia il sistema endocrino, costituito dall'insieme di tutte le ghiandole dell’organismo che hanno la funzione di produrre e immettere nel circolo sostanze particolari chiamate ormoni.

Gli ormoni fungono da messaggeri chimici e controllano e coordinano le complesse funzioni biologiche che riguardano il metabolismo, l’alimentazione, la crescita, la riproduzione, le variazioni degli organismi ai cambiamenti ambientali e ai diversi stili di vita.

Fra le ghiandole del sistema endocrino, la ghiandola tiroide, capace di produrre gli ormoni tiroxina e triiodotironina, gioca un ruolo fondamentale per garantire il corretto funzionamento del metabolismo basale, del sistema cardio-vascolare, gastroenterico, scheletrico e neuromuscolare. Alterazioni del normale funzionamento della ghiandola pertanto, possono impattare negativamente e significativamente sullo stato di salute generale del soggetto.

Le malattie della tiroide sono molto frequenti nella popolazione generale, possono interessare entrambi i sessi e tutte le età, anche se nella maggior parte dei casi colpiscono le donne (il 10% sviluppa un disturbo alla tiroide durante la propria vita) e nell’età medio-avanzata. Frequente è il riscontro di alterazioni tiroidee in più componenti della stessa famiglia.

L’ipotiroidismo, quadro sindromico dovuto alla carenza degli ormoni tiroidei, può avere diverse eziologie e colpisce circa il 5% della popolazione italiana, con un impatto sulla salute e la qualità di vita che varia in relazione al grado di disfunzione, all’età e alla condizione del soggetto colpito, con una maggiore vulnerabilità e possibili maggiori danni se insorge in gravidanza o durante l’accrescimento. Un’ampia fascia di popolazione, dunque, necessita di terapia con ormone tiroideo e lo specialista endocrinologo deve assicurarsi, una volta fatta la diagnosi, che il paziente riceva la giusta quantità di ormone tiroideo per evitare problemi dovuti a insufficiente o eccessivo trattamento.

In altri casi, la ghiandola tiroidea può andare incontro ad un iperfunzionamento con conseguente iperproduzione e immissione in circolo di ormoni tiroidei. Questa condizione, definita ipertiroidismo, colpisce circa l’1-2% della popolazione e una diagnosi e terapia precoci sono fondamentali per fronteggiare i disturbi e gli effetti deleteri che l’eccesso di ormone tiroideo può provocare in particolare a carico del cuore e soprattutto nel soggetto anziano.

Un problema di rilievo è poi rappresentato dalla patologia nodulare tiroidea, causata soprattutto dall’ insufficiente apporto di iodio, elemento fondamentale per la produzione dell’ormone tiroideo e che è poco rappresentato in alcune aree del nostro paese. La carenza di iodio porta ad un ingrandimento della tiroide chiamato gozzo e al possibile sviluppo di noduli nel 15-20 % della popolazione italiana (4-13% della popolazione in età scolare), con un picco del 40% nelle aree particolarmente iodio-carenti. Nel 1990 l’UNICEF ha riconosciuto nel gozzo e nelle malattie da carenza iodica uno dei principali problemi per la salute pubblica mondiale. Da allora l’OMS (WHO) ha avviato una campagna di iodoprofilassi con lo scopo di eradicare completamente questo problema a livello planetario. È importante a tale proposito integrare l’apporto di iodio con l’uso di alimenti fortificati come ad esempio il sale da cucina iodato.

Il riscontro di noduli tiroidei, in particolare nelle donne e nell’età medio-avanzata, è divenuto quindi molto frequente, soprattutto negli ultimi anni grazie all’uso estensivo dell’ecografia che consente di individuare anche noduli di piccole dimensioni. La maggior parte dei noduli tiroidei è di natura benigna, ma una percentuale variabile fra il 5 e il 15% può nascondere un carcinoma tiroideo. È compito dello specialista endocrinologo individuare i noduli da valutare per la possibile natura tumorale mediante procedure diagnostiche specifiche come l’agoaspirato tiroideo. Negli ultimi anni, si è assistito ad un aumento della frequenza dei tumori della tiroide, fortunatamente in molti casi rappresentati da forme localizzate e poco aggressive e pertanto, appare ancora più importante puntare sulla diagnosi e il trattamento precoci.

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